La mascherina, l’accessorio che non avremmo voluto

É il 2020, il corona virus si è diffuso in tutto il mondo ed una delle poche armi a nostra disposizione è la mascherina, un po’ come spegnere un incendio con tante piccole bottiglie d’acqua.

La mascherina è diventata, inevitabilmente, l’accessorio più usato e necessario del momento e senza vaccino lo sarà ancora per un bel po’, purtroppo.

Soffermandoci sul suo aspetto estetico piuttosto che sanitario, non di mia competenza, è inevitabile fare alcune riflessioni.

Prima di questo 2020 la mascherina era già diventata diventata un accessorio cool.
Il suo utilizzo è da anni quotidiano nei grandi centri urbani orientali, convertendosi in un tratto distintivo dello street style locale, da Bangkok a Tokyo, diffusosi poi al livello globale grazie ai social networks. Fino a qualche mese fa, infatti, un qualsiasi hypebeast poteva acquistare tranquillamente una mascherina Off-White o Bape.

Adesso i prezzi di questi prodotti sono levitati. Come riportato da GQ sul celebre sito di resell StockX la mascherina “Arrows” Off-White dell’autunno-inverno 2019 è passata da un minimo di $38 a gennaio a un massimo di $350 a marzo.

Una lievitazione giustificabile, durante gli inizi di questa emergenza, dalla scarsa disponibilità di mascherine mediche. Non a caso si è cercato di trovare delle alternative più o meno valide, da acquistare o a creare in casa.

Ora che la situazione si è stabilizzata entra in campo però un altro fattore: l’identità.

L’utilizzo quotidiano e necessario di questo accessorio apre le porte di un nuovo mercato. Ognuno di noi vorrà distinguersi dagli altri per esprimere se stesso ed il proprio gruppo di appartenenza.

Le case di moda e i brand di qualsiasi tipo facendo leva su questa esigenza personale, oltre che sulla necessità collettiva, punteranno e stanno puntando sempre di più sulla vendita di questo nuovo prodotto (un esempio extra moda può essere il Barcellona – clicca qui); un’occasione che può aiutare le piccole e medie imprese fortemente colpite dalla pandemia.

Questa esigenza però rischia di creare forti danni, la mascherina è ad oggi un accessorio necessario o un oggetto di stile? L’una non esclude l’altra, ma ci devono essere delle tutele. Viene prima lo stile o la salute? Questa è la domanda che ognuno dovrebbe porsi prima di acquistare un prodotto piuttosto che un altro, soprattutto ora che la situazione mascherine si è stabilizzata e, almeno in Italia sono disponibili ad un prezzo di 50 centesimi. Fra foto e video online la responsabilità delle persone non sembra essere molto alta, in Italia come altrove. Con i dati in calo e con due mesi di chiusura totale (abbastanza rispettata tranne qualche eccezione che pesa ancora sui numeri) la fase 2 che stiamo attraversando per molti si è trasformata in un ritorno alla normalità, ma con un nuovo accessorio.

La diffusione pre-virus già avvenuta in una parte del globo ha creato un precedente e fortifica la relazione fra moda e mascherine, ma da un punto di vista sanitario quanto sono effettivamente utili? Mai come adesso sarebbe corretto se l’OMS o qualsiasi istituzione facesse chiarezza sull’utilizzo della mascherina, magari attraverso una certificazione riconosciuta.

Per essere protetti prima che sé stessi. Per la salute prima che per lo stile.


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