Per anni Le Scimmie, duo napoletano composto da Lele Blade e Vale Lambo, hanno rappresentato una voce autentica della strada. Un racconto diretto, crudo, capace di riportare Napoli al centro del rap italiano non per folklore, ma per esperienza vissuta. Un percorso che, come abbiamo raccontato in passato, li ha resi un vero e proprio culto underground, prima ancora di qualsiasi consacrazione mainstream. A quasi 10 anni da El Dorado, disco culto per l’Hip-hop partenopeo, e dopo vari feat insieme, tornano in Alfa & Omega, un nuovo album pronto a raccontarci nuove sfumature di questo storico gruppo.
Oggi, la strada resta il punto di partenza, ma diventa riflessione, peso, contraddizione. Nei testi emerge la maturità di chi ha vissuto certe dinamiche sulla propria pelle e ora sente il bisogno di raccontarne anche i limiti, le ferite, le responsabilità.
Un esempio emblematico è “Libero da me”. Già dall’incipit — “vorrei lasciare andare via ogni cosa inutile” — il brano si pone come una dichiarazione d’intenti. C’è il desiderio di liberarsi dal superfluo, da un mondo che trasforma tutto in valore materiale. Quando Vale Lambo scrive “siamo beni materiali” e “presto ritorneremo polvere”, mette a nudo una società che misura il successo solo in termini di possesso, dimenticando la fragilità umana. La forza del brano sta anche nell’autocritica: “Chiedo scusa al mio mondo perché la colpa è anche mia”, un’assunzione di responsabilità rara, che sposta il racconto dalla semplice denuncia alla consapevolezza.
Questo sguardo più maturo ritorna con forza anche in “Famiglia”, uno dei brani più intimi del progetto. Qui la strada lascia spazio agli affetti, alle radici, a tutto ciò che resta quando il rumore si spegne.
Nel brano emerge il peso delle aspettative, il senso di protezione, ma anche la paura di deludere chi c’è sempre stato. È un racconto che umanizza ulteriormente Le Scimmie, mostrando due artisti consapevoli di quanto il successo possa allontanare, se non si resta ancorati a qualcosa di reale.
“Famiglia” dialoga idealmente con “Libero da me”: se nel primo c’è il bisogno di liberarsi da ciò che è inutile, nel secondo c’è il bisogno opposto, quello di tenersi stretto ciò che conta davvero. È in questo equilibrio che si misura la crescita di Lele Blade e Vale Lambo, capaci di parlare alle nuove generazioni senza mitizzare la strada, ma senza nemmeno rinnegarla.
Rispetto a “Libero da me”, “Famiglia” è forse il ponte più diretto tra El Dorado e Alfa & Omega: per il sound che ha reso iconico il duo e che nel 2015 ha formato una generazione di appassionati. Un richiamo non nostalgico, ma consapevole, che tiene insieme passato e presente.
C’è ancora l’esaltazione del successo, perché fa parte del contesto in cui viviamo ed è uno specchio della società contemporanea. Ma c’è soprattutto la memoria di chi ha iniziato per passione, di chi conosce i propri valori e prova a non perderli lungo il percorso.
