Negli ultimi anni emerge sempre di più la contaminazione tra calcio e Hip-hop in Europa, ma anche oltre oceano.
Nel mondo Hip Hop, fino a poco tempo fa, l’egemonia era degli sport americani, ma oggi il calcio si sta innestando sempre di più nei codici del rap, specie in paesi dalla cultura hiphop sviluppata come la Francia e l’Inghilterra. Mentre, prima, nei video spopolavano canotte NBA e divise NFL, ora in mezzo ai palazzoni delle periferie trionfano le tute e le maglie dei club più ricchi d’Europa. Il linguaggio del rap è sempre stato capace di adattarsi, mescolarsi ed evolversi ovunque. D’altronde l’Hip Hop nasce proprio da queste caratteristiche, dal riadattare attraverso la tecnica del sample canzoni già esistenti. Con l’ascesa di questa cultura e di questa musica oltre oceano è stato inevitabile il contatto con altri immaginari, luoghi e città in cui lo sport principale è il calcio.
Si pensi all’Italia; cos’è la cosa più popolare del nostro paese? Il calcio. Quest’ultimo può essere portavoce di una cultura che è nata per essere di nicchia, come l’Hip- hop? La risposta è si.

I precursori della diffusione dell’HH negli spogliatoi dei club italiani sono stati sorprendentemente Paolo Maldini e Christian Abbiati.
Ora leggere il nome di Maldini in relazione al rap non so che emozione possa procurarvi, ma nel libro “Rap-Una storia Italiana”, in cui Paola Zukar racconta i primi anni del rap italiano, mi sono imbattuto nel paragrafo che riporto:
“Radio 105 incluse la programmazione del rap nel proprio palinsesto grazie a Codice Rap, la trasmissione di Ringo che, assieme ad alcuni amici calciatori come Maldini, passavano e commentavano il rap”.
Sicuramente una bella scoperta!
Mentre per Abbiati sappiamo essere un grande fan dei Dogo, tanto da comparire nel video di “Voi non siete come noi”.
Resta il fatto che erano davvero pochi quelli che ascoltavano il rap negli anni 2000, soprattutto rispetto ad oggi. L’approdo e lo sviluppo del Rap in Europa ha fatto si che il calcio, proprio per la sua popolarità nel continente, entrasse nelle rime di ogni artista.
È chiaro però che è anche una questione di moda. Non a caso il rapporto fra rap e calcio si è intensificato ed affermato solo negli ultimi anni.
Il rap, in tutte le sue espressioni, si è insediato nel tessuto sociale italiano ed europeo principalmente tra le nuove generazioni, diventando la tendenza del momento. D’altra parte, proprio le nuove generazioni di calciatori sono chiaramente ispirate ai rapper, nel vestiario e nel lifestyle: basta pensare all’amicizia tra Drake e Pogba. In fin dei conti i calciatori sono e saranno ragazzi come noi o più giovani di noi, che crescono con un retaggio musicale del nuovo millennio, in cui il rap è sempre stato presente.
In tal senso alcuni esempi possono essere Pierluigi Gollini, portiere dell’Atalanta, che ha addirittura un suo brano chiamato “Rapper coi guanti”; Andrea Petagna, attaccante del Napoli, tra i migliori amici di Sfera Ebbasta, con cui ha inaugurato “Healthy Color” un ristorante di cibo salutare.
Non solo la musica rap ha preso questa piega. Anche l’abbigliamento dei calciatori, da sempre icone di stile, fa capo allo streetwear oggi popolare che ha forti influenze della cultura Hip-hop. L’esempio più recente di contaminazione fra questi due mondi HipHop e è la collezione “Humanrace” di divise e scarpe da calcio disegnate dal producer Pharrel Williams.
Ma questa contaminazione trova terreno fertile soprattutto in Francia dove l’estetica calcistica ha influenzato l’estetica Hip-hop. Basta guardare qualsiasi video di trap francese negli ultimi anni per notarlo. La tuta da calcio è l’abbigliamento principale dei quartieri, è naturale quindi che la musica che ne narra e descrive gli eventi ne indossasse i panni. La tuta da calcio e la trap francese hanno poi a loro volto influenzato tutto il mondo Hip-Hop. Nel 2016 Drake, ad esempio, postava su Instagram una jersey della Juve. Oggi anche in molti video italiani si indossano tute da calcio.
Per concludere possiamo dire che nel 2020 l’ Hiphop e il calcio vanno di pari passo. Ormai c’è uno scambio di popolarità reciproca. Pensate che l’Hip-hop, diventando popolare nelle sue varie forme ed interagendo con più culture, possa restare comunque una cultura ben definita?

